Assegno invalidità con 46% e 75%, indennità NASPI e assegno, tutte le possibilità

Quando è possibile chiedere l’assegno di invalidità con una percentuale del 46% o del 75%? L’indennità NASPI e l’assegno IO sono incompatibili? Assegno negato, ma ne ho diritto, cosa fare? Con una invalidità del 46% sono riconosciuti i seguenti benefici per coloro che hanno un’età compresa tra i 18 e i 65 anni: • Concessione […]

Quando è possibile chiedere l’assegno di invalidità con una percentuale del 46% o del 75%? L’indennità NASPI e l’assegno IO sono incompatibili? Assegno negato, ma ne ho diritto, cosa fare?

Con una invalidità del 46% sono riconosciuti i seguenti benefici per coloro che hanno un’età compresa tra i 18 e i 65 anni:

• Concessione gratuita di ausili e protesi previsti dal nomenclatore nazionale. Le concessione di ausili e protesi è subordinata alle patologie indicate nel verbale di invalidità;

• l’iscrizione negli elenchi tenuti dai competenti uffici del lavoro, ai fini dell’assunzione obbligatoria presso enti pubblici o privati.

Assegno di assistenza

Per essere riconosciuto come invalido civile basta superare la percentuale del 33%, per ottenere l’assegno mensile di assistenza la percentuale è al  74%.

I requisiti necessari per ricevere l’assegno sono:

• età compresa tra i 18 e i 65 anni e 3 mesi;

• non avere un impiego;

• reddito annuo personale inferiore ai 4.800,38 euro.

Per chi ha meno di 18 anni è comunque prevista un’indennità mensile di assistenza, mentre gli over 65 hanno diritto all’assegno sociale.

Pensione inabilità

La pensione di inabilità, spetta al soggetto al quale viene riconosciuta l’invalidità totale e permanente nella misura del 100%.

I requisiti richiesti sono un età compresa tra i 18 e i 65 anni, il reddito annuo non deve superare i 16.664,36 euro.

Indennità di accompagnamento

Agli invalidi civili che hanno bisogno di continua assistenza l’INPS riconosce l’assegno di accompagnamento, per il 2018 l’importo ammonta a 516,35 euro mensili. La percentuale di invalidità non può essere inferiore al 100%.

Requisitio richiesto per l’indennità di accompagnamento è che l’invalido non sia in grado di deambulare e quindi necessita dell’assistenza di una terza persona.

Elenco dei benefici in riferimento alla percentuale invalidante

Ci sono dei benefici che variano a seconda della percentuale di invalidità. Eccone alcuni esempi:

Invalidità al 33,33%

Agevolazioni sull’acquisto di protesi e altre strumentazioni mediche;

Invalidità al 46%

Diritto all’iscrizione al collocamento obbligatorio per le categorie protette per chi ha un’età compresa tra i 18 e i 55 anni;

Invalidità al 51%

Diritto al congedo per cure;

Invalidità al 67%

Esenzione del ticket sanitario.

Indennità di disoccupazione NAspi e assegno ordinario di invalidità

L’ indennità di disoccupazione Naspi è incompatibile con l’assegno ordinario di invalidità. Ma i lavoratori possono scegliere liberamente quale dei due sostegni al reddito mantenere, optando, ad esempio, per quello che risulta più conveniente.

La sentenza della Corte Costituzionale 234/2011 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 6, comma 7, del Decreto Legge 20 maggio 1993, n.148, convertito, con modificazioni, dalla Legge 19 luglio 1993, n. 236, in riferimento alle norme che non prevedevano, per i lavoratori che fruiscono di assegno o pensione di invalidita’, nel caso in cui si trovino ad avere diritto ai trattamenti di disoccupazione, il diritto di optare tra tali trattamenti e quelli di invalidità limitatamente al periodo di disoccupazione indennizzato.

Dopo questa sentenza, la Consulta ha riconosciuto all’assicurato il diritto di scegliere tra l’assegno ordinario di invalidità e l’indennità di disoccupazione limitatamente al periodo di disoccupazione indennizzato ferma restando l’incumulabilità delle due prestazioni.

L’importo della Naspi non è stabile ma si riduce del 3% al mese a partire dal 4° mese di fruizione, quindi diventa meno vantaggioso rispetto l’assegno ordinario di invalidità. In questo caso il lavoratore che abbia esercitato la facoltà di opzione per l’indennità di disoccupazione, può in qualsiasi momento rinunciare all’indennità ottenendo il ripristino del pagamento dell’assegno di invalidità. Si ricorda tuttavia che in tale ipotesi la rinuncia ha carattere definitivo e il lavoratore che l’ha esercitata non può più essere ammesso a percepire la parte residua di disoccupazione.

FONTE

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