Asili nido o Baby Sitter: obbligo o scelta?m

Qual è la disponibilità di posti negli asili nido italiani? E i costi? Come reagiscono le famiglie? Una cosa è certa: la richiesta di baby sitter online è in continua crescita, sopratutto per la cura dei più piccoli, L’Unione Europea nel 2002 aveva dato agli Stati membri un obiettivo ben preciso per quel che riguardava […]

Qual è la disponibilità di posti negli asili nido italiani? E i costi? Come reagiscono le famiglie? Una cosa è certa: la richiesta di baby sitter online è in continua crescita, sopratutto per la cura dei più piccoli,

L’Unione Europea nel 2002 aveva dato agli Stati membri un obiettivo ben preciso per quel che riguardava l’offerta dei servizi per la prima infanzia: tra questi, le indicazioni erano che gli asili nido pubblici arrivassero a coprire le richieste di almeno il 33% dei bambini sotto i 3 anni e la scuola materna accogliesse il 90% dei bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni. Per la materna l’Italia può dirsi nazione virtuosa, con uno dato stabile al 92,5% negli ultimi anni. Ma qual è l’attuale situazione dell’offerta di asili nido nel Bel Paese? Alla normativa l’Italia aveva aderito con entusiasmo, come ribadito dal decreto legislativo 65 del 2017.

“Lo Stato promuove (…) il progressivo consolidamento, ampliamento, nonché l’accessibilità dei servizi educativi per l’infanzia, anche attraverso un loro riequilibrio territoriale, con l’obiettivo tendenziale di raggiungere almeno il 33 per cento di copertura della popolazione sotto i tre anni di età a livello nazionale”. 

Nell’ultima statistica pubblicata dall’Istat relativa al 2014, si delinea un panorama molto frastagliato.
Ci sono regioni eccellenti come Valle d’Aosta, Umbria, Emilia Romagna e la provincia autonoma di Trento, tutte che superano la soglia del 33%. Oppure la Toscana che è quasi ‘perfetta’, con il 32,7%. Non sono così negative le performance di altre regioni settentrionali come il Piemonte, la Liguria, la Sardegna (tra il 25 e il 28%), ma se si guarda al sud, si possono notare dei territori completamente inadeguati in tal senso: in Sicilia, Calabria e Campania, i posti disponibili non bastano nemmeno per un bambino su 10 (sebbene con significative differenze tra i diversi Comuni). Ne risulta che la media italiana è pari al 23%, nettamente inferiore al traguardo richiesto dall’Ue.

Da un altro rapporto Istat si è evidenziato che sono il 55,7% i comuni italiani che nell’anno 2014/2015 ha offerto almeno un servizio educativo per la prima infanzia tra asili nido, micronidi e altri servizi socio-educativi. Un dato in diminuzione rispetto all’anno precedente (57,3%).

Insomma, se da una parte si parla di politiche per incrementare le nascite (nel 2017 sono nati solo 464 mila bambini, il 2% in meno rispetto al 2016 quando se ne contarono 473 mila), dall’altra non ci sarebbero le strutture pubbliche per accogliere i nuovi nati.

Senza dimenticare l’incremento delle tariffe degli asili pubblici: per fare un esempio, oggi, rispetto al 2013/14, il comune di Chieti ha aumentato le rette del 50,2%, quello di Roma del 33,4%, quello di Venezia del +24,9%. 

A parte i numeri che dovrebbero comunque richiamare l’attenzione delle autorità, come reagiscono le famiglie italiane?
Chi ha possibilità economiche si rivolge al privato. Attualmente gli asili privati coprono l’11% dell’utenza. In alternativa c’è la baby sitter, che resta comunque una scelta particolarmente apprezzata quando si parla di bambini piccoli, vuoi per la flessibilità che per la cura garantita dal rapporto personale. 

Sitly, piattaforma specializzata nella messa in contatto di famiglie e baby sitter, presente in 9 Paesi del mondo, ha rilevato che nel solo mese di settembre 2018 www.sitly.it abbia registrato 25 mila nuovi iscritti sul mercato Italia (52mila in totale per il gruppo) tra genitori e aspiranti tate.
E il 25,54% dei genitori registrati richiede supporto per i figli con 1 anno di età.
Un dato che conferma la propensione degli Italiani ad utilizzare i servizi online nella sfera del childcare ma anche la consistenza della domanda (e dell’offerta) di baby sitter. Proprio in concomitanza dell’inizio di asili e scuole e della ripresa delle attività lavorative, questo picco di utenti segnala l’estremo bisogno delle famiglie italiane di poter affidare i loro piccoli a mani sicure.

CERCHI UN LAVORO COME BADANTE ?