Badanti, Cisl organizza corso gratuito da 64 ore. In Umbria spesi 7 milioni per l’assistenza

Il segretario Natili: «Iniziativa che va nella direzione della legalità, della tutela e della formazione» Un «percorso professionalizzante» completamente gratuito destinato ad «assistenti alla persona», cioè badanti. A organizzarlo a Todi è la Fisascat Cisl Umbria. Il corso, che partirà non appena ci saranno 20 partecipanti, durerà 64 ore (tutte le informazioni si possono chiedere allo 0758943587) […]

Il segretario Natili: «Iniziativa che va nella direzione della legalità, della tutela e della formazione»

Un «percorso professionalizzante» completamente gratuito destinato ad «assistenti alla persona», cioè badanti. A organizzarlo a Todi è la Fisascat Cisl Umbria. Il corso, che partirà non appena ci saranno 20 partecipanti, durerà 64 ore (tutte le informazioni si possono chiedere allo 0758943587) e al termine verrà rilasciata una certificazione della formazione a opera di Accredia, ovvero l’Ente unico di certificazione designato dal Governo in applicazione del regolamento del Parlamento europeo. «L’iniziativa della Fisascat Cisl Umbria – ha commentato il segretario regionale Valerio Natili – va nella direzione della legalità, della tutela del lavoro e della formazione professionale va. La società italiana è cambiata e con essa gli usi e i costumi degli italiani. Un sindacato deve essere motore attivo del cambiamento». Come riportato recentemente in uno studio dell’Ancot (l’Associazione nazionale consulenti tributari), in Umbria secondo le dichiarazioni dei redditi 2017 si sono spesi 7 milioni di euro per l’assistenza personale, cioè per tutte quelle persone che si prendono cura in particolare degli anziani.

I numeri del settore Senza contare tutti quelli che vengono pagati in nero, in Umbria i lavoratori che si occupano di assistenza sono quasi quattromila (3.694), e rappresenta una delle occupazioni del futuro. Secondo l’analisi della Fondazione Leone Moressa per Domina, che fotografa la situazione di colf e badanti impiegate in Italia, nel paese sono circa 830mila gli anziani assistiti da altrettante badanti. Si tratta di un esercito di lavoratori e lavoratrici che conta 864.526 unità: il 54,4% lavora come colf mentre il 45,5% fa il/la badante. I dati del 2017 mostrano che questo divario si sta progressivamente assottigliando: i badanti crescono (+8,0% dal 2012) e le colf calano (-27,6%). Quello del lavoro domestico è un settore che risente ancora moltissimo dell’irregolarità contrattuale e contributiva: applicando il tasso di irregolarità fornito dall’Istat, la ricerca arriva a stimare che i lavoratori domestici totali siano in realtà oltre 2 milioni, con una quota di irregolarità di quasi il 60%.