Guida al Tfr di colf e badanti: come si calcola, come si anticipa

Nel mese di dicembre, un lavoratore domestico su due chiede al proprio datore di lavoro un anticipo sul trattamento di fine rapporto. Contrariamente alla maggioranza dei lavoratori subordinati, infatti, colf e badanti non devono attendere di essere assunti da 8 anni presso la stessa famiglia per presentare la domanda, né hanno bisogno di impiegare la […]

Nel mese di dicembre, un lavoratore domestico su due chiede al proprio datore di lavoro un anticipo sul trattamento di fine rapporto. Contrariamente alla maggioranza dei lavoratori subordinati, infatti, colf e badanti non devono attendere di essere assunti da 8 anni presso la stessa famiglia per presentare la domanda, né hanno bisogno di impiegare la somma in modo specifico (per l’acquisto di una casa, per esempio): possono chiedere di ritirare prima del tempo fino al 70% di quanto maturato ogni anno. Questo si traduce per una spesa in più per le famiglie italiane, specialmente per chi impiega badanti, colf o baby sitter conviventi.

La Guida rapida in edicola lunedi 26 novembre, in allegato al fascicolo dei quesiti dell’esperto risponde, affronta il tema di trattamento di fine rapporto da corrispondere ai lavoratori domestici in tutte le sue sfaccettature. Dal già citato anticipo, al calcolo della liquidazione, che deve essere rivalutata fino all’ultimo mese di lavoro, fino alla tassazione. Il datore, nel caso abbia anticipato una quota del Tfr, non essendo un sostituto d’imposta, non opera le ritenute Irpef e colf e badanti devono quindi versare un’imposta sostitutiva del 20% a titolo di acconto.

Risparmio energetico al 50%, così la via semplificata all’Enea
Maxi-semplificazioni dall’Enea per la comunicazione dei lavori di risparmio energetico agevolati dalla detrazione del 50 per cento. Il portale per il nuovo adempimento (da non confondere con quello, rodato, riguardante l’ecobonus) è online da mercoledì scorso.

Tra le informazioni obbligatorie per le finestre non c’è il valore della trasmittanza, che misura l’efficienza degli infissi ed è obbligatorio, invece, per l’ecobonus: i contribuenti potranno così evitare la caccia alle certificazioni dei produttori, soprattutto per i lavori eseguiti mesi fa.

Studi professionali al bivio della partita doppia
Per i professionisti il regime contabile naturale è quello forfettario. L’eventuale adozione di un sistema contabile ordinario può avvenire solo per opzione (irrevocabile per un triennio), da esercitarsi in sede di dichiarazione Iva (entro il 30 aprile). Ma prima di optare per il regime ordinario occorre tenere presente che chi resta in quello forfettario dal prossimo anno potrà beneficiare della flat tax al 15% per i compensi fino a 65mila euro.