Badanti: a dicembre tredicesima e anticipo del Tfr per una busta paga più pesante

Tra i diritti del lavoratore domestico c’è la mensilità aggiuntiva di dicembre, ma con richiesta scritta è possibile anche l’anticipo Tfr. Il lavoro domestico, quello che interessa badanti, baby sitter, giardinieri o colf e che ormai è largamente diffuso in Italia interessando cittadini stranieri o italiani, da anni può essere considerato alla stregua di tutte le altre attività lavorative. […]

Tra i diritti del lavoratore domestico c’è la mensilità aggiuntiva di dicembre, ma con richiesta scritta è possibile anche l’anticipo Tfr.

Il lavoro domestico, quello che interessa badanti, baby sitter, giardinieri o colf e che ormai è largamente diffuso in Italia interessando cittadini stranieri o italiani, da anni può essere considerato alla stregua di tutte le altre attività lavorative. Quello che cambia è il datore di lavoro e la sua figura, perché esso non funge da sostituto di imposta. Questo non vuol dire che il lavoratore domestico non abbia gli stessi diritti degli altri lavoratori, anzi, in alcuni casi ha qualche opzione in più da sfruttare. 

La tredicesima mensilità, conosciuta anche come gratifica natalizia è un diritto del lavoratore e nel prossimo mese di dicembre, con lo stipendio canonico, la badante piuttosto che il maggiordomo, devono ricevere questa mensilità aggiuntiva. 

Anche il Tfr, cioè la buonuscita o liquidazione che dir si voglia, rappresenta un diritto del lavoratore. Per il Tfr addirittura, la badante ha un vantaggio rispetto agli altri lavoratori degli altri settori, perché può richiederne più facilmente l’anticipo. Ecco come funzionano i due istituti e cosa offre la legge per i lavoratori.

Come calcolare la mensilità aggiuntiva di dicembre

Dopo la nascita in epoca fascista per i lavoratori del settore industriale, dal 1960 la tredicesima è appannaggio di tutti i lavoratori, compresi pertanto anche quelli del settore lavoro domestico. La tredicesima matura mese per mese, cioè per il lavoratore c’è 1/12 della retribuzione globale da percepire a dicembre insieme allo stipendio normale del mese di lavoro. Un lavoratore che ha percepito 7.200 euro per 12 mesi di lavoro nel 2018, a dicembre riceverà 600 euro in più come tredicesima. 

Naturalmente se l’attività di lavoro è stata svolta per meno di un anno, magari solo per 7 mesi nel 2018, al lavoratore spetterà una quota pari ai mesi lavorati, nello specifico dell’esempio, 350 euro. Nel calcolo della tredicesima rientrano anche le indennità di vitto e alloggio e tale mensilità aggiuntiva matura anche nei periodi di eventuali malattie, maternità e infortuni.

Un lavoratore su 2 richiede l’anticipo del Tfr

Così come si matura la tredicesima, mese per mese si matura anche il Tfr. Un articolo del noto quotidiano economico finanziario “Il Sole 24 Ore” mette in luce un autentico fenomeno, cioè la richiesta di anticipo del Tfr che nel mondo del lavoro domestico sembra interessi un lavoratore su 2. Questo perché nel settore non vige l’obbligo per il lavoratore, di aver maturato 8 anni di servizio continuativo presso lo stesso datore di lavoro per richiedere l’anticipo della liquidazione. Altro vantaggio per la badante in termini di Tfr è che il suo eventuale anticipo non è soggetto a giustificazione. 

Infatti per la generalità dei lavoratori dipendenti o subordinati, l’anticipo del Tfr deve essere motivato da esigenze impellenti e sopraggiunte come l’acquisto o la ristrutturazione della casa o per spese mediche e sanitari improvvise, come quelle del dentista.

Per la badante non è quindi necessario giustificare questa richiesta. Il contratto collettivo del lavoro domestico prevede che su espressa richiesta scritta da parte del lavoratore, il datore di lavoro è obbligato ad erogare il 70% del Tfr maturato dal lavoratore nell’anno solare. Per calcolare il Trf di un lavoratore domestico, come per la tredicesima si tiene conto della retribuzione globale. Riprendendo come esempio il lavoratore che ha prestato servizio per tutto il 2018 ricevendo globalmente 7.200 euro, accantona come Tfr circa 533 euro. Infatti quanto si destina di liquidazione è pari alla retribuzione globale di fatto diviso 13,5. Va ricordato che il datore di lavoro non avendo funzioni di sostituto di imposta, cioè non dovendo versare tasse per conto del lavoratore, erogherà il Tfr in misura piena. Sarà poi il lavoratore a dover pagare le tasse inserendo anche il Tfr percepito a dicembre nella dichiarazione dei redditi del prossimo anno. L’imposta sostitutiva da versare è pari al 20% del Tfr percepito. In sintesi, per il lavoratore a dicembre la busta paga potrebbe essere molto più pesante con stipendio, tredicesima e anticipo annuale del Tfr.