Valtellina, il mercato nero delle badanti: “Reclutamento anche per passaparola”

Il caporalato in provincia di Sondrio c’è, e non solo nei settori in cui ci si aspetterebbe di trovare questo fenomeno Il caporalato in provincia di Sondrio c’è, e non solo nei settori in cui ci si aspetterebbe di trovare questo fenomeno. A lanciare l’allarme è Ettore Armanasco, segretario provinciale Spi (Sindacato pensionati italiani) di Cgil Sondrio, […]

Il caporalato in provincia di Sondrio c’è, e non solo nei settori in cui ci si aspetterebbe di trovare questo fenomeno

Il caporalato in provincia di Sondrio c’è, e non solo nei settori in cui ci si aspetterebbe di trovare questo fenomeno. A lanciare l’allarme è Ettore Armanasco, segretario provinciale Spi (Sindacato pensionati italiani) di Cgil Sondrio, che l’anno scorso insieme al centro di ascolto Caritas Bormio, la Comunità montana Alta Valtellina e La cooperativa Mestieri Lombardia ha aperto uno sportello per le assistenti familiari, quelle che in modo forse poco generoso vengono definite badanti.

«Sempre più spesso le assistenti familiari lavorano in situazioni opache – spiega Armanasco – perché, anche quando hanno un contratto regolare, il loro reclutamento avviene di frequente per vie del tutto informali: passaparola, amicizie, stessa comunità di appartenenza quando si viene dall’estero. Ma in molti casi intervengono dei veri e propri caporali, come in agricoltura, a mediare, selezionare, indirizzare. Un vero e proprio mercato nero delle colf e delle badanti anche in Valtellina, gestito spesso da gruppi di stranieri degli stessi Paesi dell’Est Europa da cui provengono prevalentemente le assistenti familiari».

Lo sportello è attivo in tutta la provincia di Sondrio ma a Bormio è entrato in azione anche lo Spi per offrire un’assistenza in più e combattere il lavoro nero. Finora lo sportello ha svolto un ruolo fondamentale di guida e indirizzo non solo per le lavoratrici ma anche per le famiglie che spesso non sanno come trovare la giusta figura per l’anziano che hanno in casa e a cui vogliono dare le cure migliori. Ci si può rivolgere per trovare una figura specifica, con competenze precise, per rispondere al meglio ai bisogni degli anziani non autosufficienti. A Bormio lo Spi Cgil offre un servizio aggiuntivo, come i servizi fiscali alle assistenti familiari, e vigila affinché il reclutamento avvenga nel pieno rispetto delle regole. «Una legge regionale della Lombardia stabilisce regole precise per le assistenti familiari – continua Armanasco – ma purtroppo non è stata finanziata come avrebbe dovuto e quindi resta inattuata per molti aspetti». 

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