Stipendio badanti: ecco tutti gli importi minimi del 2019

Nel settore domestico da anni esiste un CCNL di categoria come in tutti gli altri settori lavorativi. Il Contratto Collettivo fissa le linee guida dall’assunzione fino alla retribuzione dei lavoratori. Il CCNL è quindi il punto di riferimento per rendere regolare il rapporto di lavoro tra queste figure di lavoranti e i datori di lavoro. Il documento […]

Nel settore domestico da anni esiste un CCNL di categoria come in tutti gli altri settori lavorativi. Il Contratto Collettivo fissa le linee guida dall’assunzione fino alla retribuzione dei lavoratori. Il CCNL è quindi il punto di riferimento per rendere regolare il rapporto di lavoro tra queste figure di lavoranti e i datori di lavoro. Il documento oggi in vigore nato con validità triennale è scaduto nel 2016 e pertanto da circa tre anni che il settore attende un rinnovo.

Questo però non vuol dire che le regole fissate dal CCNL restino congelate a quanto scritto in passato. Infatti il 15 gennaio scorso è stato firmato un accordo tra associazioni dei datori di lavoro e sindacati di categoria, per aggiornare le tabelle retributive per questi lavoratori. Si tratta dell’adeguamento delle retribuzioni all’aumento del costo della vita. L’Istat ha certificato una inflazione pari all’1,1% e pertanto escono fuori nuove soglie minime di retribuzione con aumenti che per i lavoratori devono essere nella forbice compresa tra 7 e 15 euro in base al livello di inquadramento.

Aumenti di stipendio per i lavoratori

Per tutti gli aspetti strettamente tecnici relativi al lavoro di badanti, colf e baby sitter, il CCNL di riferimento resta quello siglato nel 2013 presso il Ministero del Lavoro da Fidaldo, Assindatcolf e Domina, tutte sigle del settore lavoro domestico. Ciò che cambia adesso sono le tabelle delle retribuzioni. 
In linea di massima i lavoratori si troveranno fino a 15 euro in più al mese di stipendio. Aumenti differenti in base alle fasce di inquadramento che nel settore sono definite livelli. Il livello A è quello applicato a colf con esperienza inferiore all’anno, addetti alla lavanderia o alle pulizie, aiuto cucina, stalliere ed operaio generico. Nel livello AS rientrano baby sitter, dame di compagnia, e quindi soggetti che prestano assistenza a persone senza problemi di autosufficienza.

Il livello B è quello in cui vanno inquadrati l’operaio qualificato, il giardiniere, l’autista, il custode, il cameriere o la colfpolifunzionale. Nel livello BS vanno inquadrate le badanti che prestano assistenza a persone autosufficienti e che hanno esperienza superiore a 12 mesi pur non essendo in possesso di qualifiche o attestati. La vera badante che presta assistenza a perone non autosufficienti come disabili o anziani va inquadrata nel livello CS, mentre nel livello C si assumono i cuochi.

Con la lettera D invece si inquadrano lavoratori specializzati ed in possesso di diplomi, qualifiche ed attestazioni professionali e con conclamata esperienza nelle mansioni da svolgere. Capo cuoco, capo giardiniere, maggiordomo, governante e amministratore dei beni di famiglia sono figure di lavoranti da assumere al livello D. Nel livello Ds invece va inquadrata la badante con esperienza pluriennale e con attestati e qualifiche.

• Livello A: minimo di stipendio € 636,20 al mese;
• Livello As: stipendio base di 751,88 euro;
• Livello B: € 809,71 di stipendio minimo;
• Livello Bs: salario mensile minimo di € 867,55;
• Livello C: stipendio minimo di € 925,40;
• livello Cs: stipendio minimo da € 983,20;
• Livello D: salario minimo di 1.156,72 euro al mese;
• Livello Ds: salario minimo di 1.214,56 euro la mese.

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