Se venisse introdotto un salario minimo a 9 euro l’ora come propone M5S (e in altre forme anche il Pd), quanto dovrebbero sborsare di più le famiglie italiane per l’aiuto domestico di colf e badanti? Per le 860mila famiglie che hanno formalizzato un regolare contratto, un salasso, fino al 230% di aumento. Assindatcolf, associazione delle famiglie datrici di lavoro, calcola che per una colf convivente sarebbe necessario aggiungere allo stipendio 1.300 euro, per una baby sitter convivente 1.230 euro, 1.120 per una badante. Si arriverebbe così ai 2.100 euro mensili che consentirebbero una paga oraria di nove euro.

Insomma scampata, per ora, la tagliola di una colf-tax (l’obbligo di trattenere il 15% dello stipendio ai domestici per poi girarlo allo Stato sotto forma di tasse) l’idea di un salario minimo costringerebbe le famiglie a gettarsi sul nero: attualmente quelle che assumono collaboratori domestici senza uno straccio di contratto sono già di più, un milione e centomila.

L’idea di un salario minimo legale fissato a nove euro l’ora “se sono netti, è stata già usata in campagna elettorale dal centro sinistra ed è una boutade ridicola” . Così il segretario generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli, intervenendo a un incontro all’interno del festival Libri Come. “Nove euro netti vuole dire che il nostro salario minimo legale sarebbe più alto di quello tedesco che è a 8.5 euro”, ha continuato Bentivogli aggiungendo “il grande problema del centro sinistra è che capisce di lavoro più o meno come i populisti”. 

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