Disoccupazione Inps per badanti e colf? La Naspi, quando spetta, durata e importi 2019

La Naspi è il sussidio unico per disoccupati involontari previsto dalla normativa vigente ed erogato dall’Inps. Il sussidio di disoccupazione spetta a tutti i lavoratori dipendenti, quindi è una misura che viene applicata anche per il lavoro domestico. I requisiti specifici della misura sono in linea di massima uguali per tutti i lavoratori con la necessità di […]

La Naspi è il sussidio unico per disoccupati involontari previsto dalla normativa vigente ed erogato dall’Inps. Il sussidio di disoccupazione spetta a tutti i lavoratori dipendenti, quindi è una misura che viene applicata anche per il lavoro domestico. I requisiti specifici della misura sono in linea di massima uguali per tutti i lavoratori con la necessità di racimolare un determinato periodo di lavoro nell’anno precedente la data di cessazione del rapporto di lavoro e nei 4 anni precedenti la stessa data. Si tratta di regole alquanto particolari per quanto concerne la modalità di calcolo dei giorni lavorati e della contribuzione. Se a queste particolarità si affiancano quelle specifiche delle mansioni svolte da questi lavoratori, ecco che occorre approfondire meglio le norme della misura soprattutto per le modalità di calcolo dei requisiti.

I requisiti generali della Naspi

Per percepire la Naspi lo stato di disoccupazione e quindi la perdita del lavoro deve essere involontaria. In pratica, si può presentare domanda di Naspi solo se il lavoro è stato perso per licenziamento, per scadenza del contratto, oppure per dimissioni, ma solo per giusta causa. Occorre aver lavorato per almeno 30 giornate effettive nei 12 mesi precedenti la data in cui si è verificato l’evento della perdita del lavoro. Inoltre, occorre aver maturato almeno 13 settimane di lavoro effettivo nei 4 anni precedenti la data in cui si va a presentare domanda di Naspi all’Inps.

Il calcolo dei giorni di lavoro utili

Solo per il lavoro domestico la normativa prevede criteri e modalità di calcolo delle 13 settimane o dei 30 giorni di lavoro differenti. Questo perché nel lavoro domestico la prestazione dell’attività lavorativa, per quanto riguarda orari e giornate di lavoro è particolare, essendo caratterizzata da una certa frammentazione. Per diventare utile al raggiungimento delle soglie prima descritte in quanto a requisiti di accesso alla Naspi, una settimana di lavoro di una badante piuttosto che di una colf deve essere di almeno 24 ore lavorate. Per le 13 settimane di lavoro del quadriennio precedente occorrono 312 ore di lavoro totali, mentre per l’altro requisito, quello delle 30 giornate di lavoro, basteranno 5 settimane di contribuzione.

Il calcolo del sussidio

Il quadriennio precedente è importante anche per il calcolo dell’assegno che si andrà a percepire di sussidio. Infatti la Naspi è commisurata alla media delle retribuzioni percepite nei 4 anni precedenti la domanda di disoccupazione. L’importo della Naspi è pari al 75% della somma di tutte le retribuzioni percepite moltiplicato per il coefficiente 4.33.

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