Assistenza 24 ore su 24: alla badante spettano 11 ore di riposo consecutive?

Il lavoratore ha diritto al riposo giornaliero di 11 ore al giorno consecutive. Questo l’oggetto di una sentenza della Cassazione che di fatto ha confermato le direttive europee in materia di diritti dei lavoratori. I giudici con la sentenza n° 24 del 2018 hanno condannato al pagamento di una pesante sanzione una società onlus che […]

Il lavoratore ha diritto al riposo giornaliero di 11 ore al giorno consecutive. Questo l’oggetto di una sentenza della Cassazione che di fatto ha confermato le direttive europee in materia di diritti dei lavoratori. I giudici con la sentenza n° 24 del 2018 hanno condannato al pagamento di una pesante sanzione una società onlus che non concedeva queste ore di risposo tra un turno di lavoro e l’altro a queste lavoratrici. Oltre al riposo giornaliero al lavoratore spettano anche 36 ore di riposo a settimana, con 24 consecutive che dovrebbero ricadere la domenica. Vediamo cosa effettivamente prevede il contratto collettivo alla voce riposo del lavoratore.

Datore di lavoro ed assistito spesso coincidonow

Il fatto che sovente il soggetto bisognoso di assistenza da parte della badante sia anche il suo datore di lavoro è una delle particolarità di questo tipo di attività lavorativa. Che siano invalidi o anziani, spesso questi soggetti necessitano di assistenza 24 ore su 24 con la badante che è convivente con l’assistito e datore di lavoro. Stando alla sentenza, questo non vuol dire che il lavoratore debba prestare servizio senza interruzioni.

Il CCNL prevede che un lavoratore convivente possa essere assunto per un massimo di 54 ore a settimana. Stando alla regola generale pertanto, se un anziano o un invalido necessita di una assistenza su tutte le 24 ore della giornata, occorrerebbe assumere due lavoratori, una per il turno diurno ed uno per il notturno. Il caso oggetto della sentenza più importante in materia (sempre la n° 24 del 2018) riguarda ditte che erano solite concedere le 11 ore di riposo ma non consecutive. La pronuncia degli ermellini quindi riguardava nello specifico la continuità del riposo e non le ore di fruizione. Il problema è proprio la continuità delle 11 ore di riposo che mettono le famiglie nelle condizioni di dover provvedere alla doppia assunzione. Nonostante abbiano dato ragione al ricorso delle badanti, la sentenza lascia aperta una porta. Infatti viene sottolineato il fatto che il riposo di 11 ore consecutive è obbligatorio, fatte salve le attività caratterizzate da periodo di lavoro frazionati durante la giornata o da regimi di reperibilità.

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