Come devono essere inquadrate le colf e come le badanti, diverso stipendio e orario

Badanti e colf sono tra le figure più diffuse di quelli che comunemente vengono definiti collaboratori domestici. La categoria per tutti quindi è quella del lavoro domestico ma questo non vuol dire che tra colf e badanti. Restano comunque tutte le similitudini più classiche perché il lavoratore domestico presta servizio in funzione della vita familiare […]

Badanti e colf sono tra le figure più diffuse di quelli che comunemente vengono definiti collaboratori domestici. La categoria per tutti quindi è quella del lavoro domestico ma questo non vuol dire che tra colf e badanti. Restano comunque tutte le similitudini più classiche perché il lavoratore domestico presta servizio in funzione della vita familiare del nucleo che lo assume, per le mansioni tipiche domestiche, o per l’assistenza di specifiche persone che compongono il nucleo familiare. Il datore di lavoro quindi, nella stragrande maggioranza dei casi è la famiglia presso cui si lavora, ma altrettanto spesso è il soggetto a cui si presta assistenza o una società, cooperativa o comunità in genere no profit. Proprio le mansioni che si svolgono producono la differenza maggiore tra badanti e colf e tali differenze devono essere evidenti anche nel contratto di lavoro visto che mansioni differenti significano stipendi differenti e inquadramento diverso.

Come inquadrare regolarmente un lavoratore

L’inquadramento altro non è che il livello nel quale colf o badante, ma anche maggiordomi, baby sitter, giardinieri e così via vengono assunti. La legge non prevede assunzioni diverse da quelle sancite nel CCNL di categoria. Pertanto è impossibile inserire in sede di stipula del contratto di lavoro un lavoratore ad un livello più basso o più alto di quello previsto che varia in base alle mansioni che il dipendente andrà a svolgere, alla sua esperienza nelle stesse mansioni ed alla responsabilità di cui è investito. Ogni livello prevede uno stipendio diverso che però a dire il vero è influenzato anche da orario di lavoro, turni di notte, lavoro nei festivi e così via. Nel lavoro domestico e per una assunzione a regola d’arte occorre tener presente anche il regime di convivenza o meno tra datori di lavoro e lavoratori, se il dipendente è a servizio intero o ridotto, a tempo pieno o part time.

Colf e badante, differenze marcate

La collaboratrice domestica per antonomasia, cioè la colf è quella lavoratrice che si occupa delle normali attività che riguardano l’abitazione della famiglia cioè pulizia, commissioni, cucina e così via. Con il termine badante invece, ci si riferisce a lavoratori che svolgono mansioni di assistenza ad una persona che è nel nucleo familiare. 
Sovente capita di imbattersi in contratti di lavoro che erroneamente inseriscono badanti nel livello destinato alle colf. Un errore spesso voluto, perché evidentemente crea risparmio per il datore di lavoro in quanto a contributi e stipendio da versare per e al lavoratore.

A seconda delle mansioni svolte e del grado di specializzazione, il CCNL prevede 4 livelli di inquadramento contraddistinti dalle lettere A, B, C e D. A loro volta ogni singolo livello ha una sotto categoria definita S. 
Nel livello A e AS vanno assunti i collaboratori familiari generici senza esperienza o con una anzianità di servizio per questa mansione inferiore all’anno. I lavoratori inseriti nel livello A non svolgono mansioni tipiche della badante, cioè non prestano assistenza a persone, ne autosufficienti che disabili o anziani. Nel livello B o BS si inquadrano i collaboratori in possesso di esperienza superiore ai 12 mesi che svolgono con specifica competenza le proprie mansioni e tra queste rientrano badanti adibite all’assistenza di soggetti autosufficienti, in pratica, più che badanti, le classiche dame di compagnia.
Il livello giusto e tipico per la badante classica, quella che presta assistenza a anziani o disabili, cioè persone non autosufficienti è quello C o C Super.

In questo livello quindi, la badante non specificamente formata che assiste persone non autosufficienti. Nell’ultima fascia, contraddistinta con lettera Di o DS vanno collocati invece i collaboratori familiari che essendo in possesso dei necessari requisiti professionali, qualifiche ed esperienze, svolgono mansioni che richiedono responsabilità. Nel campo delle badanti, in questi livelli vanno inserite le badanti fornate che naturalmente assistono persone non autosufficienti.
Una badante o colf che viene assunta in sostituzione temporanea di una collega assente, caso frequente durante le ferie di una lavoratrice, deve essere assunta nel medesimo livello della collega che va a sostituire.

Quanto di stipendio?

Come dicevamo, al variare del livello varia inevitabilmente anche lo stipendio, che comunque è influenzato anche da orario di lavoro, periodi di lavoro particolari come festivi, notturni o straordinari e dagli scatti di anzianità. Per questi ultimi in effetti, ogni biennio la lavoratrice in continuità di lavoro con lo stesso datore di lavoro deve percepire un aumento di stipendio pari al 4% per scatto fino a un massimo di 7 scatti. La retribuzione è composta da diverse voci, cioè il minimo contrattuale, gli scatti di anzianità e il vitto e alloggio per i conviventi. Il minimo contrattuale è adeguato con cadenza annuale al tasso di inflazione fa provvedimento ministeriale dopo aver trovato accordo con i rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori. L’unica voce fissa quindi è il minimo stipendiale aggiornato a gennaio che prevede, livello per livelli i seguenti stipendi minimi:

  • Livello A: 636,20 euro al mese;
  • Livello AS: 751,88 euro mensili;
  • Livello B: 809,71 euro al mese;
  • Livello BS: 867,55 euro mensili;
  • Livello C: 925,40 euro mensili;
  • Livello CS: 983,22 euro mensili;
  • Livello D: 1.156,72 euro al mese;
  • Livello DS: 1.214,56 euro per mese.

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