Badanti e colf: ferie e permessi, quando si possono prendere e come vengono pagati

Permessi e ferie sono diritti di ogni lavoratore dipendente e quindi anche per il lavoratore subordinato domestico come lo sono badanti e colf. L’istituto delle ferie è previsto dall’articolo 18 del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro, il CCNL di categoria. come funzionano le ferie nel lavoro domestico? Vediamo cosa prevede il CCNL dal momento che ormai siamo […]

Permessi e ferie sono diritti di ogni lavoratore dipendente e quindi anche per il lavoratore subordinato domestico come lo sono badanti e colf. L’istituto delle ferie è previsto dall’articolo 18 del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro, il CCNL di categoria. come funzionano le ferie nel lavoro domestico? Vediamo cosa prevede il CCNL dal momento che ormai siamo entrati nel periodo dell’anno dedicato proprio alle ferie.

Ferie e permessi per colf e badanti

La disciplina di ferie e permessi nel rapporto di lavoro domestico, ricalca per grandi linee la normativa prevista per la stragrande maggioranza dei lavoratori subordinati o dipendenti che dir si voglia . Le ferie sono quelli periodo dell’anno in cui i lavoratori sono autorizzati a lasciare il lavoro e riposare per recuperare energie fisiche e psichiche. I permessi, anche questi un diritto sacrosanto dei lavoratori, servono invece per dedicarsi alle proprie esigenze familiari. 
Il CCNL prevede un determinato numero di giorni di ferie per anno di lavoro e diverse tipologie di permessi sfruttabili per una serie di differenti motivazioni. Ci sono permessi per effettuare visite mediche e analisi di laboratorio o quelle per la frequenza di corsi di formazione. Ci sono poi i permessi per gravi e sopraggiunte esigenze come un lutto o la nascita di un figlio. Rispetto al resto del mondo del lavoro subordinato, ai lavoratori domestici non vengono concessi permessi per le feste adesso soppresse e quelli per la riduzione di orario di lavoro, il cosiddetto Rol.

Quanti giorni di ferie spettano?

Per tutti i lavoratori domestici, a prescindere dalla qualifica e dal livello di inquadramento e senza differenze di tipologia di servizio prestato, cioè a tempo pieno, parziale a ore e così via, spettano 26 giorni di ferie per ogni anno di lavoro presso il medesimo datore di lavoro. Se il domestico è un lavoratore straniero, può a sua discrezione, chiedere di accumulare le ferie per biennio in modo tale da avete più giorni consecutivi per tornare in patria, esigenza questa molto frequente per soggetti provenienti da paesi più lontani. I 26 giorni inoltre possono essere frazionati in due sempre trovando accordo col datore di lavoro. 
L’accordo tra lavoratore dipendente e datore di lavoro è necessario anche per scegliere i giorni in cui andare in ferie. Il periodo annuo in cui in linea di massima sì possono sfruttare le giornate di ferie maturate vanno da giugno a settembre e devono essere prese in accordo tra le parti compatibilmente con le esigenze di entrambi che possono a volte portarle in un altro periodo dell’anno diverso da quello previsto dal CCNL.

Maturazione delle ferie

Come dicevamo al lavoratore spettano 26 giorni di ferie all’anno ma solo se ha maturato l’intero anno di servizio. In pratica un lavoratore assunto a maggio 2018, oggi ha maturato 12 mesi di assunzione e pertanto 26 giorni di ferie. Chi non ha completato l’anno pieno di servizio ha comunque diritto alle ferie, ma in misura inferiore e commisurata ai mesi effettivi di servizio. In pratica si maturano tanti dodicesimi di ferie quanti sono i mesi di servizio prima del meritato riposo. Stando alla regola generale si maturano 2,16 giorni di riposo per mese di servizio e pertanto un dipendente assunto il primo dicembre 2018 a fine maggio avrà maturato 13 giorni di ferie.

Stipendio anche nei giorni di ferie

Il lavoratore ha diritto alla paga anche nelle giornate di ferie. Il salario però varia in base al tipo di stipendio e di assunzione. Per i lavoratori domestici con retribuzione fissa mensile spetta l’identico salario percepito durante i mesi di lavoro. diverso il caso di quei lavoratori pagati ad ora. In questo caso la paga sarà pari ad 1/6 della paga totale settimanale per ogni giorno di ferie preso. Un altro diritto del lavoratore è quello di continuare a percepire il vitto e alloggio nel caso questo elemento fosse parte integrante del suo contratto di lavoro.

Come funzionano i permessi?

Per i lavoratori con almeno 12 mesi di anzianità lavorativa presso lo stesso datore di lavoro e con contratto a tempo pieno e naturalmente indeterminato, spettano 40 re di permessi da sfruttare in un anno per la frequenza a corsi di formazione o per attività finalizzate sempre alla formazione professionale o al rinnovo dell’eventuale permesso di soggiorno per gli extracomunitari. Si tratta di permessi retribuiti.
Sempre alla voce permessi, con la medesima anzianità minima e con il medesimo contratto di cui parlavamo prima, spettano 16 ore, anche in questo caso retribuite, per visite mediche se lavoratore convivente, mentre 12 ore per i non conviventi. Per lutto o per la nascita di un figlio invece, ci si può assentare per 3 giorni normalmente retribuiti. Il lutto deve riguardare o un familiare convivente o un parente entro il 2° grado. Per i permessi la retribuzione segue le medesime regole di quella assegnata durante le ferie.

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