Pensioni invalidità civile: le novità del 2019

Le pensioni invalidità civile 2019 rappresentano il principale strumento a sostegno del reddito dei cittadini che si trovano in condizione di invalidità civile. Il beneficio erogato dall’INPS viene corrisposto mensilmente per 13 mensilità, a seguito della presentazione di apposita domanda tramite i servizi telematici dell’Istituto oppure attraverso gli enti di patronato o le associazioni di categoria dei […]

Le pensioni invalidità civile 2019 rappresentano il principale strumento a sostegno del reddito dei cittadini che si trovano in condizione di invalidità civile. Il beneficio erogato dall’INPS viene corrisposto mensilmente per 13 mensilità, a seguito della presentazione di apposita domanda tramite i servizi telematici dell’Istituto oppure attraverso gli enti di patronato o le associazioni di categoria dei disabili (ANMIC, ENS, UIC, ANFASS).

Pensioni invalidità, quanto spetta e le novità a partire dal 2019

Le pensioni di invalidità per l’anno 2019 ammontano ad euro 285,66 al mese, pari ad euro 3.713,58 all’anno. L’erogazione spetta in presenza di uno stato di bisogno economico, ravvisabile in presenza di un reddito personale annuo non superiore ad euro 16.814,34, prendendo come riferimento quello dell’anno precedente, cioè il 2018.

La misura della pensione, in presenza di condizioni particolari, può essere maggiorata da un importo mensile stabilito dalla legge.

È il caso previsto, al compimento dei 60 anni d’età, dall’articolo 38 della L. 448/01 che riconosce l’adeguamento al milione delle vecchie lire, in presenza di particolari condizioni reddituali e personali. Pertanto, l’importo della prestazione può raggiungere l’importo di euro 649,45 al mese.

Requisiti pensione di invalidità civile

I requisiti previsti sono, però i seguenti: per l’anno 2019, avere un reddito inferiore ad euro 8.444,85 euro; sempre per l’anno 2019, avere un reddito inferiore ad euro 14.396,72, se il beneficiario è coniugato e non effettivamente e legalmente separato.

Inoltre, grazie alla Legge di Bilancio 2019, sono tante le novità che interessano anche le pensioni invalidità 2019. Infatti, è possibile ottenere l’incremento della pensione fino al raggiungimento di euro 780 al mese, con aumento del 63% circa, ricorrendo alla pensione di cittadinanza invalidi civili.

Tuttavia, l’integrazione a carico dello Stato spetta solo in presenza di precisi requisiti. I soggetti beneficiari, infatti, sono solo gli invalidi over 67 anni e con ISEE non superiore ad euro 9.360 se l’invalido vive in affitto. La misura dell’ISEE è rimodulata ad un massimo di euro 7.560 se, invece, si vive in casa di proprietà.

Chi ha diritto alla pensione di invalidità

La pensione per invalidità civile spetta solo agli invalidi totali, residenti stabilmente in Italia, di età compresa tra i 18 e i 67 anni che siano in possesso dei prescritti requisiti sanitari e amministrativi previsti dalla normativa vigente.

Per ottenere la prestazione economica il cittadino invalido, che sia inabile al lavoro in maniera totale, deve richiedere il riconoscimento dei requisiti sanitari, inoltrando la domanda mediante il servizio telematico di invalidità civile.

Per fare ciò, il cittadino deve richiedere al proprio medico di base il certificato medico introduttivo, da allegare alla domanda di accertamento sanitario. L’iter di riconoscimento dell’invalidità si conclude quando l’INPS invia il verbale di invalidità civile a seguito di visita effettuata dalla commissione sanitaria appositamente convocata.

Le pensioni invalidità 2019 sono compatibili con l’eventuale attività lavorativa che, però, non deve procurare un reddito complessivo superiore al limite previsto di euro 16.814,34 annui.

Le pensioni di invalidità, inoltre, sono cumulabili con le prestazioni erogate a titolo di invalidità per causa di guerra, di lavoro o di servizio, e con gli altri trattamenti pensionistici diretti. La prestazione verrà erogata fino al compimento dell’età anagrafica che giustifica il diritto all’assegno sociale e che, per il 2018, è pari a 66 anni e 7 mesi.

Premesso che il requisito anagrafico sarà oggetto di adeguamento alla speranza di vita, in base ai parametri Istat, a quel punto la pensione di invalidità si trasforma automaticamente in assegno sociale e l’importo della prestazione viene adeguato all’importo dell’assegno sociale. Da quel momento in poi non sarà più possibile sottoporre il soggetto alla verifica della sussistenza dei requisiti sanitari.

Si riepilogano quindi, per maggiore precisione, i requisiti che attribuiscono il diritto alla pensione di invalidità:

  • Possedere uno stato di invalidità totale che comporti l’inabilità permanente;
  • Possedere uno stato di bisogno economico, cioè un reddito complessivo personale non superiore ad euro 16.814,34 annui;
  • Avere un’età compresa tra i 18 e i 67 anni;
  • Essere iscritto all’anagrafe del comune di residenza, nel caso di cittadino straniero comunitario;
  • Avere il permesso di soggiorno di almeno un anno, anche se privo di permesso di soggiorno CE di lungo periodo, nel caso di cittadino straniero extracomunitario;
  • Avere residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.

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