Badanti: in Romania pensione a 63 anni con 15 di contributi, come si fa con gli anni di lavoro all’estero?

Tutti i lavoratori rumeni che hanno versato almeno un anno di contributi in uno degli Stati membri della Comunità Europea possono aver diritto alla pensione comunitaria in un qualsiasi stato presso cui hanno dimorato e lavorato. Probabilmente il sogno di ogni lavoratore rumeno che va via dalla Romania per lavorare è quello di rientrare nel […]

Tutti i lavoratori rumeni che hanno versato almeno un anno di contributi in uno degli Stati membri della Comunità Europea possono aver diritto alla pensione comunitaria in un qualsiasi stato presso cui hanno dimorato e lavorato. Probabilmente il sogno di ogni lavoratore rumeno che va via dalla Romania per lavorare è quello di rientrare nel paese di origine una volta in pensione. Molte badanti di nazionalità rumena oggi al lavoro in Italia piuttosto che in Francia e così via, sognano di tornare alla loro madre patria una volta raggiunti i requisiti per le pensioni. Che si scelga la via del ritorno o che si decida di restare a vivere anche da anziani nel paese dove si è lavorato, nulla cambia perché esiste il regime di totalizzazione della pensione con il quale si può raggruppare tutti i contributi versati in tutti gli Stati per avere la propria pensione. Naturalmente molto dipende dal paese dove si sceglie di presentare domanda di pensione e dove si decide di vivere. Infatti ogni Stato ha le sue regole per le pensioni e sarà con le leggi dello Stato specifico che si potrà accedere alla pensione. In Italia per esempio, servono 67 anni di età ed almeno 20 di contributi per la pensione di vecchiaia, mentre in Romania per gli uomini servono 65 anni e per le donne 63, mentre per quanto concerne i contributi, in Romania ne bastano 15 anni.

Pensioni comunitarie

I cittadini rumeni che lavorano in Italia, naturalmente in regola con il versamento dei contributi, quindi assunti regolarmente, hanno diritto a prestazioni pensionistiche alle stesse condizioni di età e contribuzione previste per i cittadini italiani. Il meccanismo usato nell’esempio italiano è valido anche per tutti gli altri paesi della UE, quindi in Austria, Belgio, Bulgaria, Francia, Germania e così via. I cittadini rumeni che hanno lavorato all’estero almeno un anno che decidono di tornare in Romania o meno, possono richiedere la pensione ad uno di questi Stati una volta raggiunti i requisiti che ogni paese istituisce e con assegno calcolato in base alle leggi di ciascuno stato per il quale il richiedente ha lavorato. La pensione sarà calcolata in maniera tale da utilizzare tutti i contributi versati anche in più paesi in modo tale da avere una pensione unica.

Pensioni in quota

Le regole in Romania come dicevamo appaiono migliori in termini di requisiti per le pensioni rispetto all’Italia. Stando a quanto riporta il sito “rotaliaul.com”, a 63 o 65 anni, a seconda che il richiedente sia donna o uomo, con 15 anni di contributi si può andare in pensione. Un lavoratore che decide di tronare in Romania pertanto potrà sfruttare questi limiti stabiliti. Una persona che ha lavorato in Romania e in altri paesi europei può richiedere una pensione allo stato rumeno a partire dalla data in cui soddisfa le condizioni necessarie. Quindi, i rumeni che hanno lavorato in diversi paesi europei negli ultimi anni con un contratto e hanno pagato le tasse in diversi luoghi possono ricevere una pensione comunitaria. Prendendo ad esempio l’Italia, tutti i contributi versati da un lavoratore rumeno in Italia, (ma vale per tutti gli altri paesi europei), saranno sommati per garantire una pensione unica, formata da più quote in base alle regole di ciascun stato dive si è lavorato. Così per esempio se un individuo ha lavorato 10 anni in Italia e 5 in Romania e decide di tornare in Romania e pensionarsi lì, anche gli anni di lavoro in Italia saranno presi in considerazione in modo che lo stato rumeno possa aprire il diritto alla pensione.

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