Incentivi per assunzione colf badanti con reddito di cittadinanza

Quali vantaggi ha chi assume come collaboratore domestico un beneficiario di Rdc? Chi assume come dipendente un beneficiario del reddito di cittadinanza, nella generalità dei casi, ha diritto a un incentivo pari al sussidio residuo spettante al lavoratore. Il beneficio può ammontare a un massimo di 780 euro al mese e ha la durata massima […]

Quali vantaggi ha chi assume come collaboratore domestico un beneficiario di Rdc?

Chi assume come dipendente un beneficiario del reddito di cittadinanza, nella generalità dei casi, ha diritto a un incentivo pari al sussidio residuo spettante al lavoratore. Il beneficio può ammontare a un massimo di 780 euro al mese e ha la durata massima di 18 mesi e minima di 6 mesi. Può essere fruito sotto forma di esonero dal versamento dei contributi all’Inps, oppure sotto forma di credito d’imposta; ne abbiamo parlato in: Agevolazioni per l’assunzione di beneficiari del reddito di cittadinanza.

Ma quali sono i datori di lavoro che hanno diritto a questi benefici? Come disposto dalla legge e confermato dall’Inps, con una recente circolare, i benefici spettano alla generalità dei datori di lavoro privati, imprese o professionisti.

Ma che dire riguardo ai datori di lavoro privati che assumono collaboratori domestici? Ai datori di lavoro domestico spettano gli incentivi per assunzione colf badanti con reddito di cittadinanza?

Il decreto sul reddito di cittadinanza, che dispone gli incentivi per l’assunzione dei beneficiari del sussidio, sul punto si limita a specificare, come osservato, che le agevolazioni spettano ai datori di lavoro privati. Nello specifico, i benefici per l’assunzione sono riconosciuti al datore di lavoro privato che:

  • comunica alla piattaforma digitale dedicata al Rdc presso l’Anpal le disponibilità dei posti vacanti;
  • relativamente a tali posti assume a tempo pieno e indeterminato, anche mediante contratto di apprendistato, lavoratori beneficiari di Rdc.

Come funziona il lavoro domestico?

Il rapporto di lavoro domestico è una tipologia di rapporto lavorativo subordinato: una delle sue principali particolarità consiste nel fatto che il lavoratore debba svolgere la propria attività per il funzionamento della vita familiare.

La prestazione lavorativa, perché possa essere ricondotta al lavoro domestico, deve essere continuativa, resa all’interno dell’abitazione del datore di lavoro e deve rispondere a un suo bisogno personale o legato ai bisogni della famiglia.

Chi sono i datori di lavoro domestico?

Il datore di lavoro domestico può essere un privato, una famiglia o una comunità senza fini di lucro: l’attività svolta, nell’ambito del lavoro domestico, non deve però essere di tipo industriale o professionale.

Ad esempio, se una persona viene assunta per le pulizie di un ufficio o di un’azienda, non può essere inquadrata come collaboratrice domestica, ma come lavoratrice subordinata del professionista o dell’azienda; inoltre le dovrà essere applicato il Ccnl valido per la generalità dei dipendenti dell’azienda o del professionista, non il Ccnl del lavoro domestico.

Chi sono i lavoratori domestici?

Sono considerati collaboratori domestici gli addetti alle normali incombenze familiari, come governanti, colf, baby-sitter, cuochi e giardinieri.

Se assumo una colf o una badante col reddito di cittadinanza ho diritto all’incentivo?

In base a quanto esposto, appare ora chiaramente chi sono i datori di lavoro privati beneficiari degli incentivi: le agevolazioni per l’assunzione di lavoratori ai quali spetta il reddito di cittadinanza non sono riconosciute a tutti i datori di lavoro privati, ma soltanto alle imprese e ai professionisti.

Solo a professionisti e imprese, difatti, si applicano le regole generalmente valide per gli incentivi all’assunzione, quali realizzare un incremento occupazionale netto del numero dei dipendenti, o non violare i limiti “de minimis” relativi agli aiuti di Stato, o, ancora, non violare il diritto di precedenza ed essere in possesso del Durc (il documento unico di regolarità contributiva).

Il rispetto di queste regole è fondamentale per ottenere il riconoscimento degli incentivi per l’assunzione di beneficiari di Rdc: i datori di lavoro domestici, non dovendo osservarle, non possono essere destinatari delle agevolazioni all’assunzione.

A fugare ogni dubbio, ad ogni modo, è la circolare Inps sull’argomento, che esclude esplicitamente dall’incentivo tutti i datori di lavoro domestici.

Ci sono altri incentivi per chi assume un collaboratore domestico?

Nella generalità dei casi, non sono previsti incentivi per l’assunzione di colf e badanti. Ci sono però degli importanti benefici stabili:

  • la detrazione del 19% dall’Irpef delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale del disabile non autosufficiente (ad esempio, si può detrarre lo stipendio della badante); la detrazione deve essere calcolata su un ammontare di spesa non superiore a 2.100 euro e spetta solo quando il reddito complessivo del contribuente non supera i 40mila euro;
  • deduzione dei contributi Inps dei collaboratori domestici sino a un massimo di 1.549,37 euro annui;
  • il progetto Inps Home Care Premium: tra i vari benefici, è previsto un contributo economico mensile, sino a un massimo di 1.050 euro (1.250 euro per i disabili più gravi), denominato prestazione prevalente, da utilizzare per rimborsare le spese sostenute per l’assunzione di un assistente familiare.

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