Una autentica rivoluzione si potrebbe abbattere sul lavoro domestico, quello che riguarda milioni di famiglie e milioni di lavoratori come colf, badanti e così via. La Corte de Conti ha ufficialmente richiesto al governo, di provvedere ad estendere l’obbligo dell’utilizzo di pagamenti elettronici, anche al settore domestico, uno dei pochi esclusi da una obbligatorietà che riguarda la stragrande maggioranza delle aree lavorative.
Una richiesta che potrebbe essere accettata dal governo e che potrebbe fare capolino già in manovra.
Ecco di cosa si tratta e cosa succederà nel settore domestico.

Stop stipendi in contanti badante

In audizione dinnanzi alle Commissioni Bilancio di Camera e senato, una delegazione della Corte dei Conti ha espresso la richiesta di obbligare i datori di lavoro domestico, anche le famiglie, a pagare i propri addetti tramite bonifici, giroconto, assegni, ricariche carte prepagate e così via. Una misura che ha come obbiettivo la lotta all’evasione fiscale, autentica piaga del settore insieme al lavoro nero.

Già durante i primi passi di stesura della manovra economica del governo, il settore era stato oggetto di una proposta di riforma. Si pensava di far diventare il datore di lavoro domestico, sostituto di imposta, qualifica che oggi non ha. In pratica, sempre per contrastare l’evasione, si pensava a far diventare il datore di lavoro il soggetto che si sarebbe occupato di trattenere le tasse dalla busta paga del lavoratore. Oggi infatti, il datore di lavoro domestico non funge da sostituto e per il pagamento delle tasse sul reddito del badante piuttosto che della colf, è il lavoratore che deve occuparsene autonomamente con le dichiarazioni dei redditi. La proposta non ha avuto seguito, tanto è vero che in manovra non c’è più traccia di questo passaggio.

Per il veto all’utilizzo del contente invece, la situazione appare diversa. Per il datore di lavoro sostituto di imposta, il problema era l’evidente aumento di spese che le famiglie avrebbero dovuto sostenere per trasformarsi in sostituti. Con lo stop allo stipendio per contanti invece, la situazione è diversa. Si tratta solo di estendere la struttura predisposta per la generalità dei settori lavorativi nella legge di Bilancio 2018, anche a questo particolare settore. Inoltre, come emerso ad ottobre nella nota di aggiornamento del Def, l’evasione fiscale nel settore domestico è rilevante, quantificata dal Mef in circa un miliardo di euro. Una cifra che potrebbe far gola all’esecutivo a caccia costante di risorse da inserire in manovra.

Lotta al contante, perché le badanti escluse?

Secondo i giudici della Corte dei Conti, anche il nuovo limite all’uso del contante non produce effetti per il settore domestico. Lo stipendio di colf, badanti, giardinieri e governanti, come stabilito dal CCNL di categoria è largamente inferiore, come paga minima, al nuovo tetto all’uso del contante previsto da luglio 2020, cioè gli ormai famosi 2.000 euro. Per far emergere il sommerso, per consentire allo Stato di avere chiaro il quadro degli stipendi elargiti dalle famiglie ed incassati dai lavoratori, la soluzione è lo stop all’uso del contante. Il lavoratore quindi, dovrà munirsi di strumenti atti a ricevere lo stipendio in maniera elettronica. Dal punto di vista del dipendente però, si potrebbe materializzare un evidente vantaggio. Sarebbe difficile per il datore di lavoro pagare meno di quanto previsto dal CCNL il lavoratore.

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