Anche nel lavoro domestico si matura la tredicesima mensilità ed il trattamento di fine rapporto. Si tratta di due dei diritti più conosciuti in materia di lavoro subordinato. A dicembre, i lavoratori del settore, riceveranno con lo stipendio del mese, anche la tredicesima mensilità. Oltre alla mensilità aggiuntiva, per badanti e colf esiste la concreta possibilità di richiedere anche un anticipo del TFR.

Regole differenti per la buonuscita

Ogni mese, il lavoratore domestico accantona una determinata quota della retribuzione a titolo di liquidazione (il TFR). I contratto nazionale di categoria prevede che il TFR venga erogato al lavoratore, al termine del rapporto di lavoro. Come in tutti i settori d’impiego, anche nel lavoro domestico quindi, nel momento in cui si interrompe un rapporto di lavoro, il dipendente ha diritto a riscuotere ciò che mensilmente ha accantonato.

Lo prevede l’articolo 40 del CCNL di categoria. Lo stesso articolo però, prevede una deroga a questa regola. Una sola volta all’anno, la badante o la colf, può richiedere un anticipo del TFR maturato. Le condizioni richieste al lavoratore per poter richiedere l’anticipo del TFR, sono meno rigide per i lavoratori domestici rispetto alla generalità degli altri lavoratori subordinati. Di norma, l’anticipo della liquidazione può essere richiesto solo dopo aver maturato, almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro. Nel lavoro domestico questo limite non esiste e l’anticipo può essere richiesto a prescindere dalla anzianità di servizio.

Altro vantaggio del domestico, rispetto ad altri lavoratori in materia anticipo TFR è relativo alla motivazione della richiesta. Per richiedere il TFR in anticipo, occorre motivare la richiesta nella generalità dei rapporti di lavoro. Occorre presentare la giustificazione di una spesa urgente o improvvisa come può essere l’acquisto di una casa, la ristrutturazione di un immobile o un intervento medico specialistico, come può essere una spesa per cure odontoiatriche. Nel settore domestico invece, non occorre dare alcuna motivazione, proprio in virtù della deroga prevista dall’articolo 40 del Contratto Collettivo di settore.

Lavoro domestico: Il calcolo del TFR

In definitiva, il lavoratore domestico può richiedere fino al 70% del TFR da lui accantonato e la normativa di riferimento costringe il datore di lavoro ad erogare quanto dal lavoratore richiesto. Ogni mese il lavoratore lascia come trattamento di fine rapporto una somma pari alla propria retribuzione mensile, diviso con un coefficiente fisso di 13,5.

Un lavoratore che ha uno stipendio mensile da 900 euro al mese, lascia come TFR, 66,66 euro al mese. Nel caso in cui questo stesso lavoratore, sia stato assunto il 1° gennaio 2019, restando ancora oggi in continuità di impiego, al 31 dicembre si troverà ad aver accantonato circa 800 euro di TFR. Pertanto, presentando richiesta al proprio datore di lavoro, questo stesso lavoratore potrà richiedere l’erogazione di circa 560 euro a dicembre, come anticipo della buonuscita

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