Una norma stabilisce finalmente le abilità e le competenze necessarie per badanti, colf, baby sitter e lavoratori del settore domestico in genere. Finalmente perché il settore presentava da questo punto di vista un vuoto normativo che adesso viene colmato. Con questa novità, le famiglie potranno guadagnare dal punto di vista della qualità del lavoro e i lavoratori, potranno guadagnare dal punto di vista della certificazione in loro possesso. Ma di cosa si tratta? Vediamo nel dettaglio cos’è questa normativa e quali vantaggi comporterà a datori di lavoro e lavoratori.

Norma Uni 11766

Sono state le parti sociali, cioè i sindacati in rappresentanza dei lavoratori del settore domestico, a richiedere spiegazioni all’Ente Italiano di Normazione, cosa prevedesse la legge dal punto di vista delle conoscenze, abilità e competenze che vengono richieste a persone che si avvicinano a questo settore lavorativo che oramai interessa milioni di addetti e milioni di famiglie che li occupano. L’UNI, rispondendo alle istanze dei sindacati, ha pubblicato la norma UNI 11766 che definisce proprio ciò che i sindacati chiedevano, cioè i requisiti, le conoscenze e le abilità che le varie figure di lavoratori domestici devono avere per poter operare a norma di legge. 
Una norma che è stata prodotta in conformità al Quadro europeo delle qualifiche cioè l’European Qualifications Framework.
Viene così risolta l’esigenza delle famiglie, di avere a disposizione criteri oggettivi con cui scegliere i lavoratori. In effetti, prima di questa norma, non esistevano titoli di studio, qualifiche professionali o esperienza lavorativa per essere considerati badanti, colf, baby sitter e così via. 
La norma è limitata solo al lavoro domestico e pertanto, non si applica alle altre professioni similari alla badante come possono essere considerate le professioni sanitarie, para-sanitarie e socio assistenziali.

Cosa prevede la nuova normativa

La nuova normativa, individua nello specifico, compiti e attività che ogni badante, baby sitter o colf, devono saper eseguire. Naturalmente, tutte attività ben distinte in base alle tre tipologie di attività. In pratica, la badante per poter svolgere il ruolo e le mansioni tipiche del ruolo, devono dimostrare di saper svolgere. Solo così potranno essere qualificate per la mansione da svolgere. 
Per ognuna delle tre figure professionali, la norma riporta una specifica tabella in cui sono elencate le conoscenze, le abilità e le competenze in relazione ai compiti che il lavoratore deve essere in grado di svolgere per poter essere qualificato.
Inoltre, la norma fissa l’importanza della formazione professionale che questi lavoratori, devono seguire per poter essere qualificati. Quindi, via a percorsi di formazione e corsi di aggiornamento che diventano utili soprattutto necessari per acquisire le conoscenze previste dalla normativa. Si tratta di una importante novità che, ripetiamo, permetterà alle famiglie di sapere bene a che persone ci si rivolge e che lavoratori si vanno ad assumere. E per i lavoratori, si tratta di una novità che permetterà loro di avere documentazione e certificazione da poter spendere nella vita per poter ricollocarsi lavorativamente.

Cosa fare per diventare badanti?

Per il profilo dei badanti la norma UNI 11766 richiede al badante che si occupa di un anziano o di una persona con disabilità, cioè soggetti non propriamente, autosufficienti, la conoscenza di diversi elementi:

  • Nozioni di base di psicologia;
  • Nozioni sulle principali tecniche di relazione e comunicazione;
  • Nozioni elementari della cultura italiana.
    Per ciò che riguarda le capacità invece, la UNI 11766 prevede per esempio, la capacità di chiamare le competenti autorità nei casi di emergenza o di saper svolgere attività ludiche e ricreative con e per i loro assistiti. Naturalmente, visto il profilo di non autosufficienza dei soggetti da assistere, è necessario per poter diventare badante, essere in grado di saper praticare le cure di primo soccorso.

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