A rischio i posti di lavoro di colf e badanti e sui quali non sono previsti ammortizzatori sociali come in altri settori.

Il Coronavirus ha risvolti pesanti sull’economia e sul lavoro e l’epidemia che si sta sviluppando in Italia, soprattutto tra Lombardia e Veneto sarà particolarmente pesante. Le aziende rischiano il tracollo finanziario e ci sono alcune che hanno già adottato misure eccezionali come il telelavoro. Ma non tutte le categorie sono tutelate dal interventi del governo o ammortizzatori sociali. Se le fabbriche che resteranno chiuse potranno, probabilmente sfruttare un periodo più o meno lungo di cassa integrazione per i loro dipendenti, nel settore domestico questo non esiste per il momento. 

Assindatcolf, associazione dei lavoratori del settore ha sollevato la questione scrivendo al Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo. I lavoratori domesticirischiano di essere licenziati e di restare senza tutele, questi l’allarme dei rappresentanti dei lavoratori del settore.

Per le famiglie prima la salute

Ma perché, soprattutto le badanti, rischiano di perdere il posto di lavoro? Il fatto che lo specifico lavoro svolto dalla badante sia quello di assistere un anziano è ciò motivi per cui le famiglie potrebbero decidere di farne a meno. 

La causa è l’epidemia da coronavirus in Italia. Come si sa e come si legge dai bollettini provenienti dalle zone del contagio, i più vulnerabili agli effetti di questa pericolosa polmonite che è il Covid-19, sono proprio gli anziani, specie quelli che hanno alcune patologie particolari. E la badante viene assunta proprio per accudire ed assistere anziani con patologie più o meno gravi. La tutela della salute dell’anziano, che spesso è lo stesso datore di lavoro della badante, potrebbe spingere quest’ultimo a licenziare il lavoratore. 

E fino ad oggi non ci sono in cantiere misure che prevedano ammortizzatori sociali eccezionali per questa categoria di lavoratori.

Le richieste di Assindatcolf

Ed è proprio la preoccupazione per la sorte di queste lavoratrici e di questi lavoratori che ha spinto il sindacato Assindatcolf a chiedere sostegno al governo. La richiesta è quella di inserire anche il settore lavorativo domestico tra quelli su cui si sta lavorando per trovare una soluzione emergenziale. 

Un atto dovuto secondo Assindatcolf, perché il rischio è concreto. Proprio oggi, in conferenza bilaterale, Ministro Catalfo ha trattato l’argomento tutela dei lavoratori con il Commissario al lavoro e alle politiche sociali della Ue, Nicolas Schmit. Anche se non si è entrato nello specifico dell’argomento lavori domestico, nella conferenza qualcosa si è mosso. Il Ministro del Lavoro ha concordato con il Commissario Ue le misure da adottare in questa delicata fase emergenziale per il coronavirus. Sospensione e rinvio del versamento dei contributi per le aziende è il primo provvedimento che riguarderà le regioni maggiormente colpite dal contagio. 

Verrà inoltre allargata e potenziata, nelle stesse zona, la cassa integrazione ordinaria, mentre in settori esclusi dagli ammortizzatori sociali, si lavora per un nuovo strumento a tutela dei lavoratori.

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