Nessun contratto di lavoro in ambito domestico avrà mai scritto sopra che il lavoro richiesto al dipendente sia 24 ore su 24. Una cosa questa che vale in qualsiasi settore lavorativo senza distinzioni. Lavorare per tutte le 24 ore di cui è composta una giornata è impossibile fisicamente, ed anche legalmente.

Da segnalazioni di addetti al lavoro domestico però, spesso emerge il fatto che soprattutto alle badanti, vengono richieste prestazioni al di fuori dell’orario di lavoro canonico, prestazioni anche per l’intero arco della giornata. Le badanti, soprattutto quelle conviventi sono le più soggette a questa tipologia di richiesta, per così dire, «fuori dalle righe», ma anche le badanti conviventi hanno un orario di lavoro prestabilito.

Ed è un orario che fissa diritti e doveri del lavoratore, perché deve essere rispettato sia dal lavoratore dipendente che dal datore di lavoro. Così come viene richiesto al dipendente di essere puntuale come orario di inizio e fine attività, così il datore di lavoro non può richiedere prestazioni al di fuori dell’orario di lavoro, a meno che non vengano giustamente retribuite. In altri termini, una delle cose che maggiormente vengono richieste alla badante o al lavoratore domestico, cioè la presenza fissa in casa, se richiesta o ordinata, deve essere pagata e soprattutto, segnata sul contratto.

Il lavoro domestico è particolare

Il lavoro domestico è senza dubbio una tipologia di attività molto particolare. Il datore di lavoro non funge da sostituto di imposta e l’attività lavorativa non è facilmente riconducibile ad un determinato arco temporale. Chi può dire quando un anziano assistito da una badante, può avere necessità dell’opera del lavoratore? Per questo motivo le problematiche in quanto ad orario di lavoro, nel settore sono all’ordine del giorno.

Una cosa da sottolineare è che se ad una badante viene chiesta la presenza notturna, che poi è alla base del lavoro in regime di convivenza, va pagata di più. La badante convivente, per il solo fatto di ricevere vitto e alloggio, dovrebbe percepire meno di una badante non convivente. Ma anche il cosiddetto «lavoro non attivo», cioè la semplice presenza notturna, dovrebbe essere remunerata in più.

Orario di lavoro badante, come regolarsi?

Una cosa frequente in quella particolare tipologia di attività che è quella della badante, è che si assiste una persona anziana, poco autosufficiente, e per molte ore durante la giornata. La badante in pratica, assiste l’anziano per tutta la giornata, con pochi momenti di allontanamento dalla vita comune con l’anziano, e spesso è tenuta anche a garantire la presenza notturna (se non proprio l’assistenza notturna).

La legge prevede per le badanti un orario massimo di lavoro, che sia giornaliero o che sia settimanale e mensile.Ogni qualvolta si eccede il normale orario di lavoro, la legge prevede delle maggiorazioni di stipendi. E surplus di stipendio è previsto anche per il lavoro notturno. Secondo il contratto collettivo dei lavoratori domestici, che è quello a cui ci si deve attenere in qualsiasi sfaccettatura del rapporto di lavoro, l’orario giornaliero di lavoro di una badante non deve essere superiore a:

  • 10 ore non consecutive al giorno per rapporti di lavoro in regime di convivenza e servizio pieno;
  • 10 ore non consecutive al giorno, ma solo su 3 giorni a settimana in rapporti di lavoro in regime di convivenza ma a servizio ridotto;
  • L’orario di lavoro deve essere collocato dalle 6 alle 14 o dalle 14 alle 22;
  • 8 ore non consecutive su massimo 6 giorni a settimana, nei rapporti di lavoro senza convivenza.

Detto questo, occorre sottolineare come anche nel lavoro domestico esiste il riposo giornaliero e recenti sentenze hanno confermato come questo debba essere nell’ordine di 11 ore consecutive. Inoltre, per quelle in regime di convivenza, spettano 2 ore di riposo al giorno, a condizione che l’orario non sia circoscritto alle fasce orarie 06:00-14:00 o 14:00-22:00. 
Sempre in base al CCNL di categoria, possiamo ricapitolare che l’orario di lavoro settimanale della badante deve essere:

  • 54 ore regime convivenza a servizio intero;
  • 30 ore regime di convivenza a servizio ridotto;
  • 40 ore regime di non convivenza.

In materia orario di lavoro settimanale, alla badante spettano 36 ore di riposo a settimana, di cui 24 consecutive per una intera giornata (in genere la domenica) e 12 ore consecutive in un giorno concordato tra datore di lavoro e lavoratore. Questo per i conviventi, perché per i non conviventi il riposo è soltanto quello delle 24 ore consecutive che in genere cade ogni domenica. Il riposo settimanale domenicale, nella generalità dei casi, è irrinunciabile.

Se per esigenze imprevedibili vengono richieste prestazioni di domenica, il datore di lavoro deve concedere un pari numero di ore di riposo non retribuito nel corso della giornata seguente, oltre alla maggiorazione per lavoro festivo. Per il lavoro notturno invece, la badante ha diritto ad una maggiorazione di stipendio pari al 20%, in queste ore di lavoro svolte la notte, in genere dalle ore 22:00 alle ore 06:00 del mattino seguente.

Il lavoro eccedente le ore e le regole precedentemente indicate, va trattato come lavoro straordinario, Lo straordinario di colf e badanti va pagato con maggiorazione dello stipendio orario per quelle ore extra lavorate. Il lavoro straordinario va remunerato secondo questa tabella:

  • Straordinario diurno, cioè dalle 06:00 alle 22:00, maggiorazione del 25%;
  • Straordinario notturno, dalle 22:00 alle 06:00, maggiorazione del 50%;
  • Straordinario festivo maggiorazione del 60%;
  • Straordinario diurno non conviventi, 10% di maggiorazione.

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