Tredicesima e festività di dicembre: come vanno calcolate per i lavoratori domestici. Da considerare anche la gestione annuale del Tfr.

Il Natale e la fine dell’anno sono alle porte ed i lavoratori domestici avranno diritto questo mese a qualcosa in più rispetto agli altri mesi: tredicesima, festività, rivalutazione del Tfr.

Per quanto riguarda la tredicesima di colf e badanti, il contratto nazionale del lavoro domestico prevede il versamento della mensilità extra in occasione del Natale e, comunque, entro la fine del mese. Il calcolo dell’importo è basato sulla retribuzione globale di fatto, comprese le indennità sostitutive di vitto e alloggio. Chi non è ancora in servizio da un anno avrà diritto a tanti dodicesimi della mensilità quanti sono i mesi lavorati. Ad esempio, chi ha iniziato a marzo, avrà una tredicesima pari a dieci dodicesimi della retribuzione.

La fine dell’anno è anche l’occasione per verificare il trattamento di fine rapporto, cioè il Tfr. Viene calcolato dividendo l’importo delle mensilità percepite durante l’anno (includendo sempre le indennità di vitto e alloggio) per il coefficiente fisso 13,5. Va ricordato che c’è una rivalutazione del Tfr maturato in base all’indice di aumento del costo della vita rilevato dall’Istat.

Capitolo feste. A dicembre non mancano. Ce ne sono almeno tre, oltre a quella del Santo patrono della città in cui si lavora se cade in questo mese, ovvero: l’Immacolata (8 dicembre), Natale (il 25) e Santo Stefano (il 26, che quest’anno è un sabato). Se il rapporto di lavoro è a ore, queste festività vanno pagate sulla base della retribuzione oraria pareggiata a 1/6 dell’orario settimanale, indipendentemente dal fatto che colf o badanti lavorino effettivamente in quei giorni. Ma se ciò dovesse succedere, cioè se ci fosse la prestazione lavorativa l’8, il 25 e il 26 dicembre, oltre al normale stipendio, bisogna prevedere una maggiorazione del 60% sulle ore lavorate.

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